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La nostra storia...come nasce Il Vecchio Castagno?


L’Azienda Agricola IL VECCHIO CASTAGNO muove i suoi primi passi nell’anno 2001, da un’idea della famiglia Onofrio di convogliare in questo magnifico luogo tutti gli sforzi e le fatiche di una vita intera.

I terreni dell’azienda, un tempo appartenuti ai nonni della mater familias, sono stati riunificati e resi parte di una cosa sola.

Il nome Il Vecchio Castagno deriva dalla pianta di castagno quasi secolare che il nonno delle titolari piantò nel 1920 all’età di nove anni.

Questo nuovamente per sottolineare il forte legame con il passato, le tradizioni di famiglia e l’unità parentale che intercorre tra i membri fondatori dell’azienda. La conduzione familiare rappresenta un vero punto di forza e una garanzia per il cliente stesso che viene a conoscere e, con il tempo, impara ad amare questo luogo ed i suoi proprietari, la famiglia Onofrio.


Luoghi d'interesse

A pochi passi dall'Azienda Agricola Il Vecchio Castagno


Sospeso tra cielo e lago incastonato in uno sperone di roccia alto 76 metri, sorge l’antico Eremo di Santa Caterina raggiungibile via lago tramite una scalinata di 80 gradini. Risalente al XII secolo e trasformato più volte nel corso dei secoli, questo complesso spettacolare e suggestivo fu proclamato monumento nazionale nel 1914.

Le Isole Borromee comprendono tre isole vere e proprie   l’ Isola Madre, la più grande, Isola Bella, dedicata da Carlo III Borromeo a sua moglie Isabella,  Isola dei Pescatori, così chiamata per la principale attività da sempre qui praticata, un Isolino, quello di San Giovanni, posto proprio davanti a Verbania e un isolotto, la Malghera, poco più di uno scoglio disabitato.

A  Nord di Varese, protetto dalla rigogliosa ed incontaminata flora prealpina del Campo dei Fiori, si erge in un’atmosfera   mistica   e   suggestiva   l’antico   borgo   medievale    di Santa Maria del Monte, caratterizzato dal Santuario posto alla sommità di una bellissima via sacra formata da 14 cappelle. Dall’alto di questa posizione privilegiata, volgendo lo sguardo a sud si domina la pianura lombardo-piemontese, mentre a nord la vista sconfina in Svizzera. Ad est si scorgono il comasco ed il lecchese, mentre ad ovest la regione dei laghi.
Storica meta di pellegrinaggi, grazie al patrimonio artistico, culturale e naturale di inestimabile valore, il Sacro Monte rappresenta un apprezzato e rilassante momento d’evasione dalla quotidianità.

Il Sacro Monte di Varese, con le sue 14 Cappelle che si snodano lungo un ciottolato di circa 2 km è indubbiamente uno tra i più affascinanti itinerari mariani al mondo.
Si calcola che sulla via che porta al Sacromonte siano passati, in circa 300 anni, più di 60 milioni di pellegrini.
Per la risalita è possibile usufruire della funivia in loco.


Il Sacro Monte di Varese fa parte del gruppo dei nove Sacri Monti prealpini del Piemonte e della Lombardia inseriti nel 2003 dall’UNESCO nella lista del Patrimonio dell’Umanità.


La rocca di Angera fu fatta costruire a partire dall’XI secolo, ma le sue fortificazioni, di cui non si sono conservate tracce, risalgono a epoche precedenti.
Appartenuta ai Visconti, che apportarono alcune modifiche, passò definitivamente ai Borromeo nel 1449.
Alla rocca si arriva abbastanza comodamente dal centro di Angera.

Dal belvedere si può godere di uno splendido panorama che abbraccia la cittadina di Angera e il Verbano.
Da segnalare la bella sala della Giustizia, che conserva al suo interno un ciclo di importanti affreschi che illustrano le gesta vittoriose di Ottone Visconti nelle contese con i Torriani.
Splendida la vista che si gode dalla torre maestra, a cui si accede da una scala di legno.
Meritano una visita, infine, il pittoresco museo della bambola, che offre una grande raccolta di bambole e giocattoli risalenti al Settecento fino ad arrivare ai giorni nostri, e il museo dell’abbigliamento infantile, dove sono conservati eleganti abiti sette-ottocenteschi appartenenti alla famiglia Borromeo.


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